Rione Ghisalba

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Storia

Il Palio di Santa Monica

STORIA DEL PALIO
Era il 1986 quando l’allora parroco di Santa Monica, don Antonio Mastri espone ad alcuni componenti del consiglio pastorale l’idea che da tempo gli frullava in testa: organizzare un Palio. Lo scopo principale era quello di creare nuovi rapporti sociali, di amicizia e di conoscenza tra vecchi e nuovi ospiatesi come dichiarò Antonio Matarazzo il neo-eletto presidente del comitato “Palio di S. Monica” in una intervista rilasciata al settimanale “Settegiorni”. Quindi questo piccolo gruppo cominciò a pubblicizzare l’iniziativa e ad incontrarsi per poter dar vita a questa idea.
La prima cosa fu suddividere il paese, cosa molto semplice, in quanto è già naturalmente diviso da una statale, ma come chiamare i quattro rioni? Qualcuno pensò ai punti cardinali, ma non erano precise le ubicazioni; qualcuno pensò ai semi delle carte: cuori, quadri, fiori, picche, ma poi come si poteva collegarli a dei colori? Allora si è pensato di chiamarli con i nomi dei colori che si sarebbero scelti, ma era un po’ troppo banale; alla fine qualcuno fece notare che nei rioni c’erano qualcosa che poteva meglio identificarli che già facevano parte della storia di Ospiate

  • Nel rione a sud-ovest vicino alla chiesa c’è una via che sia chiama Fornace Mariani, perché in fondo ad essa c’era una fornace in cui una volta si cuocevano i mattoni, perciò quel rione si sarebbe chiamato “Fornas” ed il colore era già implicito sarebbe stato il “Rosso” e il simbolo il Camino della fornace.


  • Nel Rione a sud-est, dove ora c’è un ristorante che ha mantenuto il nome, c’era un mulino dove i panettieri portavano il grano da macinare per farne farina e quindi quel rione si sarebbe chiamato “Mulino” e il colore non sarebbe stato il bianco come ci si poteva aspettare, ma il “Verde”, perché tanti erano i prati che circondavano quel mulino, il simbolo un mulino con tanto di ruota.


  • Il Rione a nord-est è un po’ il vecchio cuor e di tutta la frazione, quasi al centro c’è la chiesa della Madonna Assunta tanto cara a tutti gli ospiatesi, che è stata per tanto tempo l’unica chiesa ed è parte integrante della “Cûrt Granda”, proprio pensando a questo a qualcuno e venuto in mente che proprio in quella corte c’era una pietra che serviva a macinare il grano a mano che si chiamava “Pirotta” ed il nome è divenuto il nome del rione ed il colore l’”Azzurro”, il simbolo la pietra stessa con il suo pestello.


  • Il Rione a Nord-ovest ha voluto invece ricordare uno dei tanti fontanili presenti sul territorio, che servivano per irrigare i campi e proprio lì c’erano i campi detti “Ghisalba” ed il fontanile aveva preso il nome dai campi e così ha fatto anche il rione divenendo “Ghisalba” e per il colore si è pensato all’oro del grano e quindi è stato scelto il “Giallo” unito al nero di un bel gallo che fa da simbolo appoggiato ad un fontanile da cui sgorga dell’acqua.


Dopo circa nove mesi di lavoro la seconda domenica di maggio del 1987 è partito il "Primo Palio di Santa Monica".
Non c’era molto, i campi da bocce erano ricavati su un pezzo di sterrato tra due campi di calcio. Le corse, le staffette erano tutte fatte sul campo di calcio che i ragazzi usavano per allenarsi, l’impianto voci era il megafono che si usava per le processioni legato sul porta pacchi della macchina del Giulio e il buon Pino era tutto indaffarato a preparare qualcosa da far mettere sotto i denti a quanti venivano a vedere i giochi e a stare in compagnia. L’ultima domenica riuscimmo ad avere un palco su cui poter annunziare il vincitore di quella prima edizione.
Il primo anno il Palio si disputava solo di domenica, per 4 domeniche: due in maggio e due in giugno, dal secondo divennero “Quattro Week-end in …PALIO”.Molte vicissitudini hanno caratterizzato questi vent’anni, belle e brutte, ma una cosa sicuramente l’ha raggiunta: il suo scopo principale, quello di far conoscere fra loro gli abitanti di questa piccola frazione che conta più o meno tremila abitanti.


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